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Offf 2011 Report - Il design e l'arte della manutenzione della mente

Offf 2011 Report - Il design e l'arte della manutenzione della mente

offf 2011 report

Qualche anno fa, vagando sul web, mi sono imbatuto in Offf, rimasi subito colpito dalla comunicazione e dal concept dell'evento e postai su un mio vecchio blog che oramai non esiste più.
Purtroppo da quel tempo ho solo potuto seguire Offf virtualmente, tramite il suo sito o grazie ai racconti di amici e collaboratori (qui il nostro report di Offf 2009). Quest'anno finalmente sono riuscito a seguire fisicamente Offf e ho capito che quello che si riesce a percepire dall'esterno è solo una impercettibile parte di quello che questo evento riesce a generare.

Offf non è semplicemente uno showcase di lavori eccezionali, Offf non riesce soltanto a delineare l'estetica contemporanea che si sviluppa sotto i nostri sguardi, Offf va molto più in profondità perchè riesce a rendere evidente il segreto delle persone che, nel mondo del design, riescono a realizzare i progetti migliori, i lavori più interessanti, questo segreto si chiama "passione".

 

Quello che non si dovrebbe mai dimenticare quando si fa una professione creativa, l'unica grande differenza tra chi lavora nella "industria convenzionale" e chi dedica la propria vita ad una "professione creativa" è la passione. Ciò che differenzia un progetto ben fatto, da un progetto eccezionale, è la passione, solo quando si lavora con passione si riesce ad infondere forza in una immagine, in un video, in un oggetto, in una idea.

Ciò che Offf riesce a mostrare sono i punti di vista di persone che hanno scelto di lavorare con passione, di far diventare la propria passione un lavoro, di far diventare il proprio lavoro la loro vita, ma bisogna stare attenti, questo è un passaggio fondamentale, molto delicato, e si ritorna alla differenza tra il lavoro "convenzionale" e il lavoro "creativo". 

Quando sfogli un giornale, guardi un film, giri per una città, guardi un paesaggio oppure sei sulla spiaggia a rilassarti, stai vivendo o stai lavorando? Chi riesce a rispondere a questa domanda? Dove finisce la "vita" e  dove comincia il "lavoro"? Dove finisce il tempo libero e dove comincia la ricerca estetica?

Nella mente di musicisti, designer, registi, scrittori c'è un limite tra il lavoro e il non lavoro? Si può riuscire a non perdere mai la passione, si può riuscire a non arrendersi di fronte ai mille problemi che la vita lavorativa di un artigiano digitale/artista/professionista ci presenta?

Quello che ho capito ad Offf è che solo se si riesce a vincere questa continua battaglia, tra produttività e passione, si riescono a realizzare progetti che superano la soglia del "professionale" e possono quasi entrare nel più nobile ambito dell'arte.

Ho sempre pensato che una delle grandi differenze tra l'arte ed il design fosse la funzione, ma come lo stesso maestro del funzionalismo Donald A. Norman ci insegna, oggi la funzione è solo una parte dei concetti che la mente umana produce quando si trova di fronte ad un oggetto comunicativo.

Quindi dove comincia l'arte e dove finisce il design? In molti progetti che ho visto ad Offf questo confine quasi non esiste, in quanto è così grande la passione che le persone che li hanno realizzati gli hanno infuso che questo confine quasi svanisce. 

Offf è, quindi, come un bagno nel liquido amniotico che da vita all'estetica contemporanea perchè concentra in un unico posto e in un momento specifico, decine di approcci diversi ad uno degli ambiti di ricerca più complessi: il design. Il minimo comune denominatore che accomuna questi molteplici approcci è la passione.

 

Oltre ad una quantità incalcolabile di nuove idee, oltre ai consigli indispensabili per fare del buon business, il vero spirito di Offf nasce grazie all'interazione dei diversi modi di essere appassionati delle persone che vi prendono parte. Nasce dall'ironia e da una approfondita analisi progettuale di Design is dead che creano dei veri e propri mini film solo per descrivere il loro processo produttivo; dall'approccio positivo e umano di Hort che considera lo studio come un posto dove vivere bene; dalla simpatia travolgente e colorata di Jon Burgerman che tra i suoi calzini e il junk food ci descrive come si fa a non annoiarsi lavorando; dallo stile inconfondibile e dalla satira di Han Hoogerbrugge; dalla ricerca della tradizione nel passato prossimo e dalla passione per i materiali e il processo di Andy Cruz; dal romanticismo anti-digitale di Vincent Morisset; dal mondo mistico/religioso di Marian Bantjes; dall'impetuoso show man Joshua Davis che miscela il digitale ai colori della natura; dal mondo fatto di pixel di Eboy; dall'approccio naif e dalla ricerca del'insolito di Keetra Dean Dixon; dagli ottimi consigli di Hello Monday che rimanendo piccoli riescono a fare progetti web per i grandi; dal genio digitale di Aaron Koblin & Friends che con i loro workshop riescono a superare i limiti della tecnologia; dal mondo post-atomico di Post Panic che ha emozionato tutto il pubblico di Offf con i suoi main titles; dal Happy Film dell'impareggiabile maestro Stefan Sagmeister che dedica ai suoi lavori solo dieci minuti della sua conferenza perchè vuole condividere le sue riflessioni sulla vita e su come infondere la felicità nel proprio lavoro.

Offf estremamente consigliato ai designer, e non solo...

 

 

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Aaron Koblin & Friends

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Hort

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Andy Cruz

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Rick Poynor

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Marian Bantjes

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Mwm

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Offf people

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Ignore

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Joshua Davis

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Stefan Sagmeister

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Stefan Sagmeister

 

 

 

More: http://offf.ws/

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